Tutti i danni dell’emendamento di Renzie sul petrolio

Ora si capisce perchè il Pd ed il governo tifano per l’astensione sul referendum delle trivelle in programma il prossimo 17 aprile. Un referendum che intacca gli interessi delle compagnie petrolifere.

Pressioni e incontri segreti
L’emendamento sarebbe nato, infatti, dalle indebite e frequenti pressioni e dai numerosi incontri segreti, tutti per fini privati, fatti da esponenti del Governo (Guidi, Boschi, ecc.) con i petrolieri e con compagni dei ministri. La Total, addirittura, avrebbe scritto le mail alla Boschi, facendole arrivare le proprie proposte, correzioni, integrazioni e modifiche al testo dell’emendamento. Insomma un via vai di bozze tra Boschi, Total e Shell e Mitsui che fungevano da vero e proprio Ufficio Legislativo per il Ministro. Pressioni e incontri, dunque, che hanno sortito l’effetto voluto dai petrolieri nella notte del 20 febbraio 2014 durante il voto di fiducia posto dal Governo sulla legge di stabilità 2015, contenente l’emendamento marchetta a quel punto approvato. Per la felicità di Gemelli che vedeva già in Banca i suoi oltre 2,5 milioni di subappalto!

Gli effetti devastanti dell’emendamento di Renzie
Ma l’emendamento ha sortito effetti ancor più devastanti. Ha scatenato una potenziale serie di atti illegittimi e condotte illecite, come stanno dimostrando le indagini. Dalla corruzione, agli appalti truccati, sino all’abuso d’ufficio e al traffico di influenze, dove sono coinvolti moltissimi esponenti del PD lucano (da ex sindaci a Governatori) e molti funzionari pubblici. Inoltre, come dimostra l’altro filone dell’inchiesta, quella di Augusta, già conosciuta come “triangolo della morte” per via del forte inquinamento, per agevolare e rendere esecutivo il progetto Tempa Rossa si rendeva necessario approvare un programma nazionale che aumentasse e ammodernasse la flotta navale. Programma richiesto dal Capo di Stato Maggiore De Giorgi, oggi indagato anche per associazione a delinquere insieme a Gemelli, e approvato su misura dal Governo nel dicembre 2015 (con la firma dei Ministri Guidi e Pinotti) per un costo di quasi 6 Miliardi.

I danni dell’emendamento di Renzie sulla salute e sull’ambiente
Ma i danni che il Bomba potrebbe potenzialmente provocare con l’emendamento che oggi rivendica come “suo”, rischiano di ripercuotersi direttamente sulla salute dei cittadini e sono di natura ambientale. Il progetto Tempa Rossa per il forte impatto che avrà sull’ambiente non ha mai avuto le autorizzazioni né dalla regione Puglia, né dalla città di Taranto, né dai cittadini stessi che si sono sempre opposti. Infatti la previsione di una maggiore estrazione e conseguente trasporto di petrolio comporterà un aumento delle emissioni nocive di oltre il 12% in un territorio già devastato dall’ILVA e verrebbe poi realizzato in un posto ad alto rischio sismico.

Nessun beneficio economico per l’Italia
In termini economici, infine, l’operazione non gioverebbe né all’Italia, né alla Basilicata né alla Puglia, posto che il petrolio verrebbe rivenduto dalle multinazionali all’estero. Ma il Governo, incurante degli interessi legittimi dei cittadini, della salute di questi ultimi e dell’autonomia degli enti locali interessati, ha approvato ugualmente l’emendamento dello scandalo, compiendo un’operazione dagli effetti devastanti: ne tragga le conseguenze e si dimetta. Sappiamo che questo è un Governo che non ha mai ricevuto il mandato dei cittadini. Ma la domanda adesso è una sola: questo sarebbe, invece, un Governo mandatario di corrotti, corruttori e lobby del petrolio? Le indagini lo proveranno! Trivellopoli è appena iniziata!

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