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De Benedetti e Sorgenia. Le bollette col trucco che fregano gli anziani

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De Benedetti e Sorgenia. Le bollette col trucco che fregano gli anziani

Il vecchio lupo, tessera numero 1 del Pd, perde il pelo ma non il vizio. La Sorgenia Spa di Carlo De Benedetti, che opera nel settore energia, vanta circa mezzo milione di clienti in tutta Italia. Eppure non sembra aver imparato a comportarsi correttamente nel mercato e nel rapporto con i consumatori.

In passato le sue pratiche commerciali sono state punite dall’Antitrust con multe per un totale di 350mila euro. I motivi? La società, pur di procurarsi nuovi contratti, tramite i propri agenti commerciali ha fornito informazioni ingannevoli ai potenziali clienti, come l’appartenenza al gruppo Enel e ha promesso presunti vantaggi economici conseguenti alla scelta di Sorgenia quale nuovo fornitore: per esempio il rimborso di quanto fatturato dal precedente fornitore. L’Antitrust ha poi accertato che Sorgenia, pur conoscendo i comportamenti scorretti degli agenti, non ha fatto nulla per rimediare e per correggere certe condotte professionali.

Il M5S ha presentato un’interrogazione sulla materia al ministro dello Sviluppo economico e il primo firmatario, Walter Rizzetto (con Mucci e Prodani di Attività produttive), racconta la propria esperienza personale: “Il 22 maggio scorso ho ricevuto un’offerta telefonica da Sorgenia e l’operatore mi ha proposto uno sconto in bolletta sostenendo che il mio nome era stato estratto per questa agevolazione e che quindi, se volevo beneficiarne, dovevo trasmettere i miei dati per il cambio di gestore. Il mio numero non è pubblico, ho chiesto all’operatore come lo avesse ottenuto e lui ha fatto riferimento a presunte liste web. Ecco perché ho inoltrato un esposto all’Antitrust“.

E’ così che De Benedetti calpesta il Codice del Consumo per provare a mettere una toppa ai quasi 2 miliardi di debiti che gravano su Sorgenia? Troppo spesso i consumatori, soprattutto quelli anziani, restano vittime di queste offerte commerciali illegittime. Ed è triste osservare come le sanzioni dell’Antitrust non siano un deterrente sufficiente. Le società infatti non si scoraggiano e mettono in conto anche una multa pur di poter proseguire con certe pratiche scorrette che, quindi, mostrano di essere parecchio remunerative.
Cosa vuole fare il governo in proposito? Il M5S sarà sempre accanto ai consumatori contro i soprusi di Sorgenia e dei colossi del mercato in ogni settore.

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Il ventriloquo di Renzie.

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Il ventriloquo di Renzie.

 

25 anni sono tanti. Un quarto di secolo con due partiti dominati da due persone: De Benedetti e Berlusconi, che in pubblico si combattono e in privato convergono quando hanno gli stessi interessi. Il gruppo l’Espresso è il primo sponsor di Renzie, si può dire che giornalisticamente lo ha inventato, costruito nell’ultimo anno. Renzie, il Largo Inteso, è come Arlecchino servitore di due padroni. Un pupazzo con due ventriloqui. Il Governo italiano, come riportato da una telefonata a Barca, non è solo extraparlamentare, deciso da 136 persone in una stanza, ma anche extraterritoriale, pilotato dalla villa di Saint Moritz dall’Ingegnere. Le consultazioni- farsa Renzie invece che con i partiti le faccia in Svizzera.Tutti a casa!

L’ex ministro Barca ha ricevuto una telefonata da un finto Vendola (registrata e diffusa da La Zanzara) in cui esprime preoccupazione per l’irresponsabilità politica con cui si sta formando il nuovo governo, per il fatto che tra 30 giorni il Paese andrà via di testa quando si capirà che dietro questa operazione non c’è niente e soprattutto per le pressioni indebite da parte di Carlo De Benedetti, tessera numero uno del pdexmenoelle e padrone de La Repubblica, nella nomina dei ministri che ha subito personalmente per quanto riguarda il ministero dell’Economia, attraverso mezzi come sms di giornalisti e sondaggi farlocchi su La Repubblica. Fuori i lobbisti dalla politica! #DeBenedettistaisereno

“Non amo i soprassalti. Sto subendo una pressione crescente. Non ci penso proprio. Pensavo 48 ore fa di averla stoppata con una cosa a Graziano molto precisa. Gli ho spiegato che io sono un dirigente dello Stato, penso che per quello che hanno combinato e per il modo in cui hanno combinato questa situazione. Paradossalmente se fallisce anche questa è un disastro. Non possono pretendere che le persone facciano violenza ai propri metodi, ai propri pensieri, alla propria cultura. Io avrei dato il massimo contributo per il mestiere che faccio. Poi è iniziata la Sarabanda de La Repubblica che continua. Io più vedo un imprenditore che fa un’operazione politica più ho conferma di tutte le mie preoccupazioni. Un imprenditore che si fa sentire, ecceterea. Essendo una cosa priva di un’idea, c’è un livello di avventurismo. Non essendoci un’idea siamo agli slogan. “salvare la Patria” da un lato e dall’altro “cambiare la Patria“. Questo mi rattrista, sto male. Sono preoccupatissimo. Vedo uno sfarinamento veramente impressionante [...] Ho rifiutato secco. Ho dovuto scrivere un messaggio all’Annunziata che mi ha scritto: “ma se ti dovesse chiamare il presidente?” le ho scritto così: “per la mia persona, per il contributo che posso dare a qualsiasi governo come mio dovere da direttore generale dello Stato e per i miei rapporti con il presidente a cui molto tengo, ti prego di non farmi arrivare nessuna telefonata” Più chiaro di così. Non la voglio questa telefonata. Non c’è telefonata davanti alla quale io cambio, però vorrei evitare di portare questa cosa fino al “no” in piazza.
Sono colpito dall’insistenza, segno della loro confusione, disperazione. [...]
[Loro] sono fuori, sono fuori di testa.[...]
Tutto questo attraverso terzi, quarti, quinti. Un imprenditore. Un imprenditore?[...]
C’è una cosa che si chiama umanità. In tutta questa vicenda, oltre all’irresponsabilità politica, credo che ci sia un metodo disumanizzante. Il metodo è contenuto oltre certi livelli. Tutto questo è avvenuto con irresponsabilità e dei modi, con un livello di personalismo, con un passaggio all’”Io” come è stato notato. [...] Ha assunto delle misure in questa vicenda che sovraccarica di aspettative. La cosa seria, il problema vero è un altro: ma tra 30 giorni, quando si capisce che non c’è niente, il Paese va via di testa. Questa è la vera cosa. [...]
[L'imprenditore a cui avevo accennato] è il padrone de La Repubblica, continuamente, con una forza indiretta di sms attraverso un suo giornalista e attraverso adesso questa cosa che hanno lanciato mezz’ora fa: “chi vorresti ministro dell’economia” dove io ho metà dei consensi. Capito? Sono tutti mezzi. Leciti, per carità. Questo è il modo di scegliere, forzare, discutere. Non una volta chiedendomi: “ma se lo fai cosa fai?” e se io ti dico che faccio una patrimoniale da 400 miliardi di euro che secondo me va fatta che mi rispondi? Va bene? Capisci la follia?” Fabrizio Barca, economista ed ex Ministro alla Coesione Territoriale

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