Archive for gennaio, 2016

Porte chiuse alla mafia #NoMafiaNoPd

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Porte chiuse alla mafia #NoMafiaNoPd

“Le mafie da sempre tentano di salire sul carro del vincitore. E’ nella loro natura infiltrarsi nelle amministrazioni e nella società per fare affari.
Ci hanno provato anche con il M5S a Quarto e succederà anche in futuro. Nessuna forza politica può impedire alla mafia di provare a bussare alla propria porta, ma quando ciò accade quella forza politica ha due possibilità: aprire quella porta e farla entrare oppure sbattergliela in faccia. Il M5S quella porta a Quarto l’ha sbattuta con violenza e sarà sempre così.
A chi ha orecchie per intendere ribadiamo un concetto che per noi è scontato: i voti delle mafie ci fanno schifo.” Rosa Capuozzo

Ecco come si è espresso un componente della commissione ANTIMAFIA e Capo Gruppo al Senato, Mario Michele Giarrusso Cittadino a 5 Stelle , sulla vicenda QUARTO.
Senatore Giarrusso, come risponde il Movimento 5 Stelle alle accuse che stanno arrivando su Quarto? E’ stato tutto gonfiato oppure anche voi siete come gli altri partiti?

Il caso è stato enormemente gonfiato, sicuramente dal Pd. Adesso stanno venendo fuori delle intercettazioni nelle quali si vede che un ex consigliere del Pd era parte dell’accordo tra i politici e i camorristi per dare voti all’infiltrato. Pare addirittura che l’infiltrazione nei nostri confronti non era solo camorristica ma anche di ambienti vicini al Pd. L’ex consigliere al centro della questione aveva un curriculum abbastanza tranquillo. Si tratta di un militare che ha lavorato nella Guardia Costiera per 12 anni che vantava anche a suo dire operazioni di contrasto ad attività illecite. Aveva la fedina penale pulita, non è che si trattava di una persona spuntata dal nulla che non si sapeva che cosa facesse.

I vostri oppositori dicono che siete intervenuti su De Robbio in maniera tardiva?

Il Movimento ha reagito benissimo perché ha messo in campo tutto quello che poteva fare. Intanto non lo ha candidato alla presidenza del consiglio comunale, nonostante fosse una prassi non scritta. E questo lo ha fatto subito. Evidentemente si era capito subito dopo le elezioni che bisognava intervenire fino ad arrivare all’espulsione. Non è stato accontentato in nulla e dunque il Movimento ha funzionato.

Tra i punti contestati al sindaco di Quarto c’è la gestione della rete idrica?

Le accuse sono state montate ad arte. Sulla rete idrica il sindaco ha seguito le norme di legge. Quando è stato aggiudicato l’appalto l’impresa in questione era in regola. Solo a fine settembre del 2015 la decisione favorevole all’impresa dei giudici di primo grado è stata annullata ed è tornata in vigore l’informativa antimafia. A quel punto, giustamente, il sindaco si è rivolta al prefetto per intervenire. Non poteva farlo prima e chi dice che la sentenza è di giugno dice una cosa inesatta. All’udienza di giugno, come sempre accade in questi casi, i giudici amministrativi non emettono nessuna sentenza e al termine congedano gli avvocati delle parti con la tipica frase di rito “grazie, sarà deciso”. Dopo di che la sentenza viene emessa dopo mesi e a volte purtroppo dopo anni. La sentenza è conoscibile solo quando viene depositata, in questo caso a settembre. Dunque il sindaco si è comportata perfettamente secondo le regole. Non poteva avere la palla di vetro prevedendo la sentenza mesi prima.

E’ vero che sul piano regolatore ci sono stati cedimenti?

Anche qui ci sono state mistificazioni. Il piano regolatore è in discussione. Come sempre il Movimento ha coinvolto nella discussione i cittadini per quanto possibile perché ogni decisione deve essere comune. E’ invece il nostro sindaco che ha detto, quando è stato sentito, che c’erano pressioni sul piano regolatore. Non è che ci vuole Pico della Mirandola per capire che in tutti i comuni di tutta Italia le pressioni maggiori di politica, malapolitica, speculatori e mafie arrivano proprio sul piano regolatore. Gli atti concreti quali sono? Condividere con la cittadinanza. Si sta facendo un processo friggendo l’aria, il nulla.

Quindi il M5s non ha nessuna responsabilità?

Pensare che ci possa essere una barriera assoluta ai tentativi di infiltrazione è impossibile. E’ importante il “come” si reagisce. E’ questa la differenza tra noi e gli altri. Non abbiamo avuto il minimo cedimento, non abbiamo tentennato. Anzi, forse i magistrati sono stati finora sin troppo morbidi viste le accuse così gravi. Dietro questa storia c’è una strategia per delegittimare il Movimento 5 Stelle. Ci sono comuni a guida Pd in Campania( e non solo vedi Scafati, aggiungiamo noi), e lo so perché ci ho lavorato alla Commissione Antimafia, dove le commissioni di accesso prefettizie e non i consiglieri di opposizione hanno chiesto lo scioglimento citando 16 diverse situazioni indice di infiltrazioni. Il tutto con arresti, elenchi di cittadini che hanno venduto il voto con relativo prezzo, nomi di consiglieri e dirigenti direttamente collegati alle cosche. E sa che cosa è successo? Nulla. Non è stato sciolto un bel niente. E lì si parla di cose concrete come gli appalti dell’immondizia o cimiteriali, non di aria fritta.

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Discorso di fine anno 2015 di Beppe Grillo

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Discorso di fine anno 2015 di Beppe Grillo

L’Italia è un ologramma. Chi vi parla è l’ologramma di Beppe Grillo. mi potete passare attraverso, come se fossi un fantasma. Io non esisto. come non esiste il governo, nè il capo del Governo, nè tanto meno Mattarella che è l’ologramma di sè stesso (unico caso al mondo) Domandatevi se avete mai visto il vostro sindaco dal vivo. Impossibile, anch’egli è solo un ologramma. E i referendum, le leggi popolari? Sono tutti ologrammi del Potere. Pensateci è mai possibile che uno come Gasparri sia senatore (che sia un discendente del cavallo di Caligola?)? E Brunetta un deputato? o Salvini un leader politico?. Non è possibile, infatti sono solo degli ologrammi venuti male. L’Italia non è un’espressione geografica, come diceva Metternich, ma un ologramma. Da lontano sembra che esista, che abbia una sua consistenza. Poi quando ti avvicini capisci che è un barbatrucco, non c’è nulla di vero, neppure le frontiere, neppure gli 80 euro. Fumo. Le banche sono ologrammi, il Parlamento è un ologramma, i media sono ologrammi che creano ologrammi. I media infatti sono i più grossi responsabili di questa nazione. Gli ologrammi si creano dal nulla, per questo chi non ha un’identità deve controllare e usare i media per averne una .Un ologramma per amico ha però i suoi vantaggi. Non sporca, non mangia, puoi anche fare a meno di fare conversazione come con tua moglie, lasciarlo parlare da solo, ma, nel caso, lo puoi contraddire senza timore se comincia spiegarti che l’Italia è un Paese democratico, libero da ingerenze straniere, con politici responsabili e che non fai mai nulla in casa. Tu sei lui e lui è te, una copia di schizofrenici. In Italia siamo in crisi di identità. Chi non lo sa finisce sempre nei guai. Chi si allea con noi, in realtà si allea con l’ologramma e infatti finisce sempre che cambiamo alleanza in corsa, come nella prima e seconda guerra mondiale, o rinneghiamo un trattato di pace bombardando la Libia come è avvenuto con Gheddafi. La colpa non è degli italiani, ma dei loro ologrammi e di chi ci crede. Buon anno dall’ologramma di Beppe Grillo.

Guarda il video: http://www.beppegrillo.it/la_cosa/2015/12/01/discorso-di-fine-anno-2015-di-beppe-grillo/

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