Archive for gennaio, 2014

La ‘Manovrina’ non copre il buco

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La 'Manovrina' non copre il buco

Si scrive decreto ‘manovrina’, si legge decreto ‘omnibus’. L’ennesimo provvedimento-macedonia che contiene una pletora di materie diverse, una pluralità di misure che, in spregio alle sentenze della Corte costituzionale, non consentono al Parlamento una valutazione serena ed efficace. Il governo vuole mettere in difficoltà l ‘opposizione? A pensar male si fa peccato, ma…

Nel decreto ‘manovrina’ ci sono 190 milioni che fanno capo al ministero dell’Interno e che riguardano l’emergenza immigrazione, soldi che si aggiungono ai 231 già stanziati ad agosto. In totale, dunque, oltre 420 milioni sono allocati presso il Viminale per la gestione dei fenomeni migratori. Una bella cifra di cui nessuno deve approfittarsi.
Non a caso il M5S è riuscito a ottenere, con un emendamento, che i ministri competenti relazionino e giustifichino l’utilizzo, nel dettaglio, di questo denaro. Dovranno presentarsi al Parlamento entro marzo 2014 e dire come hanno speso i fondi per l’immigrazione. Inoltre, abbiamo ottenuto di salvare dalla stretta al patto di stabilità interno i Comuni che si sobbarcano l’emergenza umanitaria legata ai viaggi dei migranti.

Il M5S non è contento per la spoliazione subita dal fondo vittime di mafia, usura e racket. C’è una forte discrasia tra la platea interessata e il numero di pratiche accettate, appena un migliaio in tutta Italia. Lo strumento è inadeguato e viene usato come bancomat di fine esercizio dall’amministrazione centrale. Siamo soddisfatti, in tal senso, per il nostro ordine del giorno approvato che rivede lo strumento anti-usura, finanziato dal fondo, e prevede un indirizzo politico dettato dalla Commissione Antimafia.
Sul fronte della correzione del deficit, siamo contrari all’inasprimento previsto nella ‘manovrina’ del patto di stabilità interno. Sappiamo in quali condizioni versino i Comuni. Il vincolo impone una gestione che porta all’aumento di tasse e tributi, mentre i servizi crollano in termini di qualità e gli investimenti diminuiscono. Il patto di stabilità è uno strumento neo-liberista che lega le mani ai Paesi membri. Ci obbliga a politiche di austerity, mentre lo Stato dovrebbe agire per arginare gli effetti della crisi. A rimetterci, come al solito, sono i cittadini e nondimeno i fornitori degli enti locali.
M5S non condivide infine il metodo di dismissione del patrimonio demaniale. Il governo dice che userà la Cassa depositi e prestiti, ma le modalità non sono chiare e nemmeno i criteri di scelta degli asset da dismettere.
Operazioni di questa natura già in passato sono andate male e non hanno mai ridotto il debito come ci si aspettava. Senza dimenticare che di mezzo ci sono 260 miliardi di risparmio postale.

Tirando le somme, la ‘manovrina’ è una toppa che non chiuderà il buco del deficit. La logica dello zero-virgola ci sta portando al massacro. Ma M5S farà di tutto per evitarlo.

Tommaso Currò – portavoce M5s Camera

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ANNO NUOVO, PARTITI VECCHI E SOLITA TV!

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ANNO NUOVO, PARTITI VECCHI E SOLITA TV!

Anno nuovo, ma i partiti rimangono quelli vecchi e logori di sempre. Partiti che bocciano proposte di buon senso, come quella del MoVimento 5 Stelle per tagliare le pensioni d’oro e aumentare quelle minime. Proposte di buonsenso come quella per abolire la mini-Imu, aumentando la tassazione del gioco d’azzardo. Buonsenso che manca a questo Governo che con il Decreto Imu-Banca d’Italia favorisce come al solito le banche a discapito dei cittadini. Un Governo che ha chiesto indietro ai docenti 150 euro e solo dopo la denuncia del M5S è tornato sui suoi passi. Il tutto con il Pd che smentisce se stesso e poi si arroga meriti che non ha. In un Paese normale ministri come Annamaria Cancellieri, amica della famiglia Ligresti coinvolta in scandali e arresti, o come Nunzia De Girolamo che fa favori allo zio per l’apertura di un bar in un ospedale, si sarebbero già dimessi. In Italia, c’è il M5S che tenta di riportare il Paese alla normalità con le mozioni di sfiducia contro questi due ministri. Ma in Italia c’è anche il Pd che va a braccetto con Forza Italia e al Senato vota contro l’immediata discussione della mozione per mandare a casa la Cancellieri, che non contenta sta preparando un nuovo indulto mascherato che farà uscire dalla carceri 6.700 detenuti anche pericolosi.

Tutto succede nell’indifferenza di TV e STAMPA.

L’occupazione dei mezzi di informazione è totale, l’ultima barriera prima della caduta del Regime, come succede in tempo di guerra dove le sconfitte sono ritirate strategiche e la vittoria è sempre a portata di mano. Questo scempio avviene h24 nei talk show, nei telegiornali, nelle inchieste su misura. Il M5S presiede la Commissione Vigilanza della RAI con Roberto Fico, che instancabilmente denuncia una situazione intollerabile per la libertà di informazione. Questi signori, a iniziare dai responsabili di testata e dei telegiornali, per finire con le Gruber e i Floris, se ne fregano delle denunce, si sentono impuniti, invulnerabili, protetti. L’Italia è al 70esimo posto per l’informazione. Di chi è la responsabilità se non dei giornalisti? Nessuno di loro che si chiami fuori, che faccia outing, che abbia uno straccio di dignità. Possibile che in RAI nessuno alzi la voce contro questo schifo? I giornalisti sono i principali colpevoli dello sfascio dell’Italia, asserviti a un padrone, a un’ideologia o, più prosaicamente, al portafoglio. Ci viene chiesto di partecipare ai talk show dove non viene mai spiegato nulla, dove gli insulti sostituiscono le ragioni, dove schiamazzi e ragli sono guidati da conduttori al soldo del partito di testata. Cosa ci andremmo a fare? A farci omologare a dei professionisti della menzogna, a dei tuttologi come Casini o Renzi che rispondono a qualunque domanda con una battuta o con una sciocchezza? Chi passeggia in un postribolo dall’esterno è giudicato per una puttana, chi discute con un imbecille (o con chi si finge imbecille) è scambiato per un imbecille. Le rare volte che abbiamo partecipato a un talk show abbiamo chiesto di illustrare la nostra posizione e quindi di lasciare lo studio esterno da cui eravamo collegati. Qualcosa bisogna fare. Non si può lasciare bruciare la Nazione mentre questi occultano i fatti e suonano la lira sulle macerie. In alto i cuori!

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