Archive for gennaio, 2014

La legge finanziaria colabrodo

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La legge finanziaria colabrodo

Come vi avevamo detto nei nostri precedenti articoli sulla legge di stabilità ( 1 - 2 ) i soldi per il reddito di cittadinanza e per gli aiuti alle piccole e medie imprese non ci sono mai. Per altre cose di vitale importanza come i contributi per le associazioni combattentistiche e per l’”Orchestra del Mediterraneo” invece ci sono sempre.
Di stabile nella Legge di Stabilità 2014 c’è solo la mancanza di pudore dei partiti. Qualche comma su cui riflettere (non vomitate…) :

- Comma 18: 5,5 milioni per assumere, a tempo indeterminato, 120 unità altamente qualificate per rafforzare le strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri e dell’Agenzia per la coesione territoriale
– Comma 24: 4,5 milioni per assunzioni di personale per il Corpo Forestale dello Stato (la sola Calabria ha 2,5 volte gli addetti dell’intero Canada; sulla proporzione delle relative superfici boschive)
– Comma 28: 2 milioni all’Istituto nazionale ricerche turistiche per rafforzare l’attività di promozione e certificazione del marchio “Ospitalità Italiana – Ristoranti italiani nel mondo
– Comma 43: 6 milioni di euro a favore degli Istituti italiani per gli studi storici e filosofici (Napoli) per attività di ricerca e sviluppo delle aree del Mezzogiorno (il Ministero dello Sviluppo Economico, a proposito, a cosa serve?)
– Comma 69: 340 milioni (ancora!) per la Salerno – Reggio Calabria
– Comma 114: 2 milioni di euro per elaborare progetti di ricerca per le aree di produzione della Sicilia orientale per il reimpiego sostenibile degli scarti (scorze) della lavorazione di agrumi
– Comma 118: 500 mila euro per rifinanziare il Fondo nazionale per le attività dei consiglieri/e di parità
– Comma 207: 126 milioni per i lavori socialmente utili della Regione Calabria (e le altre?)
– Comma 267: 845 mila euro per assumere procuratori allo scopo di incrementare la costituzione di parte civile dell’Agenzia delle Entrate nei procedimenti aventi a oggetto reati tributari
– Comma 271: un milione di euro per l’attività di promozione sociale e assistenza delle Associazioni combattentistiche. (ma se la guerra è finita da oltre 70 anni)
– Comma 272: 3 milioni per il 70° anniversario della Resistenza
– Comma 273: 56 milioni per gli impegni del semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea
– Comma 278: 100 milioni quale contributo integrativo delle spese di funzionamento dell’Agenzia delle Entrate
– Commi 328 e 386: 300 mila euro all’orchestra “I virtuosi italiani” (VR) e un milione all’Orchestra del Mediterraneo (NA)

A conferma della mancanza di pudore dei partiti, Renzi incontra B. (fuori dal parlamento grazie al M5S) per discutere della legge elettorale… che per noi è come chiedere ai gruppi neonazisti di progettare i centri di accoglienza profughi.

 

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Italia a sovranità limitata

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Italia a sovranità limitata

Ieri mattina(15-01-2014), alla Camera dei Deputati, i rappresentanti politici dei partiti che sono stati eletti dai cittadini lo scorso 25 febbraio, hanno avuto la possibilità di dare avvio a un cambio di passo, inoltrandosi su una strada europea diversa da quella consueta, ovvero: non più servi compiacenti, non più esecutori passivi, ma negoziatori alla pari con il resto delle 26 nazioni che compongono l’Unione Europea.
Era, soprattutto, un banco di prova per avere una prova “oggettiva” del doppiopesismo del PD, dell’ipocrisia di ruolo interpretata dai loro esponenti, e avere una inoppugnabile documentazione – basata su atti parlamentari legali – che consentisse di uscire fuori dalla griglia delle interpretazioni soggettive, delle manipolazioni, delle mistificazioni, e avere finalmente un quadro chiaro del progetto strategico di politica economica del PD. E così capire dove vogliono portare il paese.
Alle ore undici del 15 gennaio 2014, è arrivata la prova decisiva. Era l’ultima possibilità per l’Italia.
Gli eletti del M5S, infatti, presentavano una mozione al governo sulla quale hanno preteso un voto dell’aula. La richiesta dei parlamentari pentastellati non aveva niente di pretestuoso, nè – in verità – nulla di rivoluzionario, nè tantomeno poteva rappresentare un ostacolo per la stabilità dell’attuale governo in carica, e men che meno rappresentare un pericolo per la nazione.
Anzi. Ciò che i deputati M5S hanno chiesto al governo è stato di “rimodulare la propria posizione nazionale come Stato sovrano e avviare una immediata consultazione per rinegoziare le condizioni imposte dal Fiscal Compact e dal Mes“: tutto qui.
E’ bene che sia molto chiaro a ogni cittadino ciò che si è verificato, perchè il futuro dei 60 milioni di italiani dipendeva da questo voto.
Non si trattava di prendere alcuna decisione unilaterale, non si trattava di protestare alcun Trattato in vigore, non si trattava di venir meno a nessun tipo di accordo inter-governativo e inter-statale firmato da questo governo e da quelli precedenti.
Si trattava soltanto di approvare la “pretesa da parte della cittadinanza italiana di andare a rinegoziare i meccanismi del Fiscal Compact“, tradotto in parole semplici e povere: far passare alla Camera un provvedimento che consentisse ai nostri governanti di poter telefonare alle specifiche commissioni europee e al Presidente della Banca Centrale Europea e dir loro: “salve signori, dobbiamo vederci subito perchè il Parlamento e la Legge della Repubblica Italiana ce lo impongono: dobbiamo aprire una trattativa per fuoriuscire dal limite imposto del 3%, dobbiamo rivedere il nostro ruolo e negoziarne i tempi di applicazione perchè non siamo più in grado di sostenere economicamente i punti sottoscritti, pena il varo -al massimo entro due mesi- di suppletive manovre finanziarie di ulteriore grave tassazione e pesanti tagli ai servizi sociali nazionali che la cittadinanza italiana non è in grado a nessun livello di poter più sopportare, pena il crollo definitivo della nazione“.
Si trattava, detto in parole ancora più semplici, di offrire su un piatto d’argento ai nostri governanti l’opportunità di rendere reale la loro ambizione: sostenere la stabilità del paese. Si trattava di consentire “l’apertura di un negoziato“. Soltanto di questo. La votazione alla mozione M5S ha dato i seguenti risultati: il 72% dei deputati l’ha rigettata votando contro (Forza Italia, Nuovo Centro Destra, PD, Lista Civica Monti, Udc, tutti compatti). Il che vuol dire che la cosiddetta sinistra italiana -ovvero il PD- non vuole “ufficialmente” andare a negoziare a Bruxelles, a Francoforte, a Strasburgo. Lo ripeto a scanso di equivoci perchè non esistano ambiguità di sorta: neppure una trattativa. Questa posizione passiva di totale svendita della nazione ha chiarito – al di là di ogni ragionevole dubbio – la politica economica del PD: “non c’è niente su cui trattare, noi eseguiamo gli ordini della Troika in maniera piatta e passiva e basta“. Da oggi, 15 Gennaio 2014, il PD è diventato ufficialmente il curatore fallimentare dell’Italia. La possibilità e l’opportunità di poter dimostrare che non è così l’hanno avuta. Questa, per come appare, è la loro piattaforma elettorale per l’Europa: evitare ogni negoziato, evitare ogni discussione in merito ai trattati, evitare che il Ministero del Tesoro della Repubblica Italiana possa dire alla cittadinanza: “ecco qui i 100 miliardi di euro di cui siamo debitori nei confronti della piccola e media impresa, ce li abbiamo in cassa perchè abbiamo rimandato la data di scadenza del pagamento degli interessi, grazie alla trattativa vincente con l’Europa“.
Il PD, ieri, in Parlamento, scientemente, ha suicidato la nazione.
E’ un atto parlamentare. E’ un dato oggettivo. E’ una votazione valida. E’ una indicazione politica. E’ la parola d’ordine da eseguire. Non c’è niente da interpretare, non esistono punti di vista diversi. Si può soltanto commentare e sostenere: “mi piace/non mi piace“. Dobbiamo cominciare ad abituarci a parlare su dati oggettivi, inoppugnabili. E’ l’unica – e ultima – possibilità di poter riagguantare il Senso: far decidere ai fatti e ai documenti. Tutto il resto è fuffa che serve ad alimentare inutili chiacchiere fuorvianti della cupola mediatica, per portare acqua al mulino di chi ha scelto di mettersi al servizio di coloro che considerano l’Italia una nazione di livello talmente basso ma talmente basso, da non poter avere neppure l’ardire (e l’ardore) di aspirare a sedersi a un tavolo di trattative internazionali.
Non dico vincere, ma almeno discuterne. E poi ci stupiamo se il governo dell’India o del Kazakistan ci prendono a schiaffi in faccia?

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